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Acireale – San Sebastiano e i suoi tesori

Acireale – L’occasione della festa concede l’opportunità di ammirare alcuni tesori d’arte minore presenti nella Basilica, dai paramenti ed arredi alle preziose suppellettili sacre, molti dei quali, in mostra permanente, costituiscono il Museo annesso alla Chiesa.

Fra quelli meno conosciuti, segnaliamo le magnifiche porte dipinte ed istoriate del sacello del Santo e le lampade argentee che decorano la navata principale. Nelle porte citate anche le cerniere metalliche costituiscono un capolavoro estetico oltreché meccanico.

Il Fercolo argenteo a sei colonne, comunemente detto “Vara”, fu disegnato da Alessandro Vasta (1726-1793), figlio del celebre Paolo, autore di gran parte degli affreschi della basilica, nella seconda metà del XVIII secolo e quindi realizzati, in tempi diversi, da orafi messinesi.

Altro grande capolavoro d’arte minore è il dossello realizzato in onore del Compatrono; in uno dei suoi lembi reca ricamata la seguente dicitura:

<<Disegno del Prof. Com. G. Sciuti, eseguito da A. Leotta insieme a C. Maugeri nell’anno 1904>>.

Lo Sciuti non fu solo progettista ed ideatore del disegno, ma si preoccupò di scegliere personalmente la stoffa su cu realizzarlo, un velluto fiorentino color panna; inoltre curò gli stadi di avanzamento operativo del manufatto, consigliando i colori, scegliendo le sete ed i filati e la spumiglia d’oro e d’argento per i ricami.

Il prodotto finito dopo più di cento anni, parla da sé e viene custodito con gran cura sia per la sua bellezza, per il messaggio simbolico e religioso che testimonia, per il suo valore intrinseco e sia per l’assoluta “unicità” di opera d’arte.

La basilica di San Sebastiano possiede due statue del Santo; una, quella antica, risale al tardo Cinquecento ed è presumibilmente manifattura di artigianato locale. Recentemente restaurata ha ripreso il colorito originale ed è stata riportata al primitivo splendore la calotta dei capelli oro zecchino.

La festa viene celebrata portando in giro la statua più antica, ma nel 1934 il Comitato della basilica commissionò una seconda statua, simile alla prima, e fu realizzato da artisti leccesi, in Puglia. Oggi può essere ammirata, malandata com’è, nel Museo della Basilica.

Durante le celebrazioni del secolo XVII (la festa è documentata tra la fine del ‘500 e gli inizi del’600) crebbe uno spirito di antagonismo fra i devoti di S. Sebastiano e quelli dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, per essere le due giornate di venerazione troppo vicine nel mese di gennaio ed anche per il diritto di importanza e di precedenza che ciascuno dei due gruppi pretendeva di rivendicare nelle processioni del Corpus Domini, della festa del SS. Crocifisso ed altre.

Questo antagonismo spesso sfociò in tafferugli anche violenti costringendo le autorità ecclesiastiche a prendere opportuni provvedimenti.

Altro elemento legato alla festa di S. Sebastiano è quello delle Rappresentazioni sacre e delle Mascherate in piazza.

Il cronista locale Sacerdote D. Tommaso Lo Bruno (in Vincenzo Raciti Romeo, Per la storia di Acireale secolo XVII, Acireale 1987, ristampa anastatica, Accademia degli Zelanti e dei Dafnici) narra abbastanza diffusamente alcuni fatti di cui fu testimone oculare; essi si riferiscono alle rappresentazioni in piazza ed in chiesa nell’occasione della festa di San Sebastiano.

Pinella Musmeci


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