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Acireale – ‘A Nisciuta do rizzareddu (L’uscita di San Sebastiano)

Acireale – Alle ore 11.00 in punto, la statua di San Sebastiano, il fercolo ed il baiardo si affacciano e si fermano sulla porta principale della basilica.

Un’assordante Salve di moschetteria, unita al suono fragoroso di tutte le campane, al lancio di volantini con gli “Evviva San Sebastiano ed alla liberazione di centinaia di palloncini colorati, al volo impazzito delle colombe che nidificano sul tetto della basilica, alle grida della folla che attende il momento cruciale dell’uscita, crea un clima fortemente irreale e straordinario.

Lo spettacolo della folla è impressionante come un oceano indistinto di teste multicolori.

Le persone, pigiate strettamente le une alle altre, occupano tutte le strade, stradette e spazi circostanti, sono arrampicati su muri e cornicioni, riempiono i balconi e le terrazze dei palazzi della piazza e delle vie secondarie dove esiste sia pure una piccola visuale.

Le manovre della “Nisciuta” non solo sono difficili, ma anche pericolose.

Questo momento riserva uno spettacolo eccezionale e superbo, frutto di grande maestria ed esperienza poiché il fercolo, molto pesante, deve percorrere in discesa veloce e senza frenare, la forte pendenza di livello tra la porta ed il piano della piazzetta antistante, girando rapidamente su se stesso per imboccare correttamente la via Ruggero Settimo.

La gente si accalca, vuole stare il più vicino possibile, mentre i devoti hanno un bel da fare a persuadere fedeli e curiosi a sgombrare lo spazio di manovra, dove correrebbero grave pericolo di ferimento e di vita.

Finalmente, quando lo spazio si è liberato, i portatori circondano il fercolo e i devoti più esperti, si dispongono alle maniglie. In pochissimi attimi, il Santo, trascinato in trionfo dai devoti, divenuti in quel momento “un’anima sola”, “vola” letteralmente dalla Basilica fino all’imbocco della piazza Duomo.

Urla di entusiasmo, di sollievo, di benedizione, di augurio si levano da tutto il popolo che fino a quel momento ha trattenuto il respiro ed i pensieri.

Come per il palio di Siena che in pochi minuti di gratifica esaurisce le fatiche della preparazione di un anno intero, così l’Epifania del Santo restituito alla città, risolleva l’animo ed induce gli animi alla speranza.

Per San Sebastiano la passione popolare continua ancora, intensa, per tutto il giorno.

Un tempo, fino a qualche anno fa, il Santo si fermava dinanzi al Palazzo degli Studi, in via Ruggero Settimo, dove risiedeva la Compagnia dei Vigili Urbani Cittadini; oggi essa è stata spostata nel quartiere periferico di S. Cosimo, fuori città.

Pinella Musmeci


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