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Vivendo Leggendo – Intervista a Carmelita Zappalà

Ancora una volta Internet è una continua sorpresa. Bastano un paio di click per rivelarci meraviglie e dischiuderci mondi, altrimenti impossibili anche solo da immaginare.

carmelita zappala 2

Nel nostro caso, in particolare, ci da la possibilità di conoscere ed apprezzare talenti che diversamente, resterebbero sconosciuti ai più, con grande spreco e dispiacere di chi invece proprio grazie a loro passa piacevolmente le proprie ore o anche finisce per sentirsi meno solo.

Su Facebook dilagano le pagine blog ed alcune di queste sono dei veri e propri mini capolavori di poesia, con lo scopo di coinvolgere quanta più gente possibile che sappia cogliere il vero senso di ogni piccola creazione. E’ capitato a tutti di imbattersi in una frase e pensare che sia stata scritta apposta per sé.

In questo appuntamento con ‘Vivendo Leggendo’ faremo la conoscenza di una di quelle persone capaci di sondare l’animo umano, consapevole o no, e meravigliosamente brava a strappare sorrisi con il suo umorismo tutto siciliano.

Carmelita Zappalà, come va?

Sono nervosa, tanto.

Dai, cominciamo con una domanda facile. Ti senti un fenomeno del web?

Assolutamente no! Io neanche me ne rendo conto. Ce ne sono molti di più e molto più in gamba di me. Non mi sento per nulla un fenomeno del web. Figurati, in famiglia nessuno sa di questa parte della mia vita. Neanche in classe o in giro. Per me essere famosi vuol dire che quando vai in strada la gente ti riconoscere. Con me non succede (vucumprà a parte). Poi, un giorno, ho provato a cercare su Google il mio nome e lì sono caduta dalle nuvole. Veniva fuori addirittura il suggerimento e da lì citazioni e altri riferimenti. Non me l’aspettavo.

Deve essere stata una bella sorpresa. Adesso che effetto ti fa, girare per i social network e ritrovare il tuo nome e le tue citazioni accanto a quelle di grandi autori?

E’ strano. Mi sembra di essere un’altra persona. Vivo una specie di sdoppiamento, hai presente? Alcune frasi, sì, mi piace ritrovarle anche perché mi piacciono, ma alcuni stati, vuoi perché sono un po’ “acidi”, vuoi magari perché scurrili o poco curati, mi lasciano basita. Mi chiedo: cosa mai penserà la gente di me leggendo questa roba? E poi mi sono accorta che, soprattutto agli utenti di Facebook piace molto il genere cinico-disilluso. Forse anche per questo vado bene.  Ma il succo non cambia. Ogni volta è sempre una sorpresa. Non ci credo e non so se ci crederò mai.

Volevo chiederti se è cambiato qualcosa nella tua vita dopo questa tua rivelazione al mondo del Web, ma deduco che tu abbia fatto tutto il possibile perché non sia così…

Beh, qualcosa è cambiata: il numero degli amici su Facebook… Scherzi a parte, no, non è cambiato nulla. Zero ero e zero sono rimasta. Forse adesso le mie battute fanno ridere più persone, ma io sono sempre la stessa.

Parliamo proprio delle tue battute. Hai una verve sensazionale. Uno spirito dell’umorismo ed una puntigliosità che tanti comici famosi ti invidierebbero. Da dove credi che venga?

Sono così di natura. Io mi definisco ‘acida’ a dir la verità. Poi dipende, vado a momenti. A volte sono seria e posata, altre invece mi lascio proprio andare. Dipende anche da chi ho intorno. Se mi stimolano a far battute acide non è mica colpa mia. Non posso trattenermi. Me le servono su un piatto d’argento, posso sprecare occasioni del genere.

No, sarebbe un crimine da punire effettivamente. Ritorniamo a noi. Chi ti segue lo sa. Oltre a rendere famosa te stessa, hai fatto risultare simpatico al mondo di Internet un altro membro della tua famiglia: tuo padre. Le avventure di Casa Zappalà non si contano ormai, ma ancora, lui sembra esserne all’oscuro. O no?

(Ride) No, no, lui nn ne sa niente. Mia madre sa qualcosa, ma pochissimo. Lui assolutamente nulla, ma a conti fatti direi che il membro della nostra famiglia famoso è proprio lui. Ha un suo fan club ufficiale. Ma c’è stato anche mio nonno prima di lui. E’ una cosa di famiglia.

Parliamo de “La notte è in fiamme”. Come è nato? Ti aspettavi un simile successo?

L’ho scritto per un concorso scolastico, della scuola che frequento, quindi molto ristretto per giunta. Non ricordo neanche come sia venuto fuori. Io vado ad immagini. Immagino una scena e da lì sviluppo tutto. Con “La notte è in fiamme” sono partita dalla scena dell’aeroporto. Mi piaceva l’idea di due persone che si incontrano in aeroporto, da sempre per antonomasia il luogo degli addii.

E’ pure stato il primo racconto che ho completato. Sono la regina dell’incompleto ed è stata una grande soddisfazione personale a prescindere dal risultato finale. No, non ci hanno ancora comunicato i risultati, ma la mia vittoria è stato appunto completarlo.

Sono tanti i temi affrontati. Ad una prima lettura colpisce il modo in cui la storia è raccontata, la passione ed i sentimenti che ci sono dietro, un’aria da sogno che avvolge il tutto. In seguito emergono tanti altri elementi che offrono interessantissimi spunti di riflessione, dall’adolescenza problematica alla xenofobia, ai pregiudizi fino al grande amore che sfida e vince tutto. Perché hai deciso di inserirli?

Sono temi difficilissimi da affrontare da parte di chiunque. Ho sempre cercato di non essere banale e soprattutto di non offendere i sentimenti di nessuno. Non so se ci sono riuscita, ma nel mio piccolo ci ho provato. Sono molto sensibile al riguardo. Mi piaceva però parlarne, perché sono problemi che affliggono un’immensità di persone. Anche se non li vediamo, anche se loro non si espongono così tanto, però ci sono ed è giusto dare voce pure a loro. Visitando i vari social network, ho conosciuto tante di queste persone che mi hanno permesso di conoscere questo mondo e mi hanno fatto capire che esistono davvero, non sono invenzioni da telegiornale. Io volevo parlare di persone reali, con problemi veri, volevo rispecchiare la realtà dei nostri giorni e ci ho provato con “La notte è in fiamme”. Per quanto riguarda i pregiudizi, beh, quelli mi danno fastidio e basta.

Adesso stai lavorando a qualcosa? Che progetti hai?

Avevo cominciato un’altra storia, ma tra impegni vari mi sono fermata. Io ho bisogno di concentrazione e di uno stato mentale particolare. Di solito scrivo quando sono triste e quando sono arrabbiata disegno. Svuoto la mente così. Ultimamente poi mi sto concentrando sulle fan fiction, mi rilassano di più. Adesso però prima di tutto penso alla maturità, ogni giorno più vicina, poi si vedrà. Ho tanto materiale su cui lavorare e da continuare, anche per la felicità delle mie amiche, a cui faccio leggere sempre i primi capitoli delle mie storie, ma che poi lascio a bocca asciutta.

C’è qualcuno a cui ti ispiri, che consideri un mentore?

Più che altro mi ispira la musica. Spesso quando scrivo lo faccio con una canzone in testa o addirittura di sottofondo. In questo periodo mi sono fissata con Ludovico Einaudi. Quando ho scritto “La notte è in fiamme” oscillavo tra i Placebo e i 30 Second to Mars. Sicuramente musica non molto allegra, in accordo col mio stato d’animo. In quanto ad autori adoro Jonathan Safran Foer ed il suo “Ogni cosa è illuminata” e Chuck Palahniuk.

C’è qualche frase, una citazione, tua o di altri che ti piace in modo particolare, che ti descrive?

“Scrivere è una falsa via d’uscita” mi è sempre piaciuta come frase e credo pure che sia così. C’è anche “Accettiamo l’amore che crediamo di meritare” da The Perks of being a wallflower e un’altra di Chuck Palahniuk che dice: “Se non posso essere bella, voglio essere invisibile”. Questa, secondo me, è indicatissima per tempi che stiamo vivendo. Riflette l’atteggiamento di molte ragazze di oggi, di tutte quelle che vogliono essere belle, alte, magre, non solo per moda, ma perché sono gli altri ed il loro giudizio ad obbligarle quasi a dover essere in quel modo e se non ci riescono, meglio essere niente. E’ tristissima questa cosa. Ma la mia preferita in assoluto è tratta appunto da “Ogni cosa è illuminata” di Jonathan Safran Foer ed è un dialogo tra due innamorati.

Vivendo leggendo - Carmelita Zappalà

“Mi trovi meravigliosa? gli chiese lei un giorno.
No, lui rispose.
Perché?
Perché ci sono tante ragazze meravigliose. Immagino che oggi centinaia di uomini abbiano chiamato meravigliose le loro innamorate, ed è solo mezzogiorno. Non puoi essere come centinaia di altre.”

Credo che sia semplicemente l’essenza dell’amore.

Ringraziamo Carmelita Zappalà e la sua disponibilità. Le auguriamo immensa fortuna e già che ci siamo le facciamo anche un enorme in bocca al lupo in vista della maturità dietro l’angolo.

Noi ci salutiamo qui. Alla prossima escursione nel favoloso mondo della fantasia.

 

Valentina Copani

 


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